Il 6 settembre 2020 la vita di Willy Monteiro Duarte veniva spezzata a soli 21 anni a Colleferro. La vittima tentava di difendere un amico da un’aggressione. Il resto è cronaca. Il racconto di un gesto di coraggio che ha segnato le cronache italiane, con Willy simbolo di solidarietà e altruismo. La brutalità dell’omicidio per cui sono stati condannati i fratelli Marco e Gabriele Bianchi insieme a Francesco Belleggia e Mario Pincarelli, resterà il lato oscuro di una storia capace di smuovere la coscienza di un intero Paese.

Il sacrificio di Willy venne infatti riconosciuto a livello nazionale con la medaglia d’oro al valor civile conferita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un segno tangibile del valore morale e simbolico del suo gesto.

Il processo: giustizia a cinque anni dalla tragedia

Il percorso giudiziario ha scandito questi cinque anni, trasformandosi in un capitolo centrale della memoria di Willy. La Corte d’Assise d’Appello bis ha confermato l’ergastolo per Marco Bianchi e condannato Gabriele Bianchi a 28 anni, riconoscendo le attenuanti generiche. Condanne definitive anche per Francesco Belleggia (23 anni) e Mario Pincarelli (21 anni).

Omicidio Willy, esce il libro di Gabriele Bianchi: “Io vittima di un processo mediatico già scritto”