L’andamento delle entrate tributarie registrato nei primi sette mesi dell’anno (336,8 miliardi con un incremento di gettito pari a 8,4 miliardi), se pur non pienamente comparabile a pieno con il 2024 per una difformità temporale sui versamenti in autoliquidazione Irpef e Ires, rappresenta un buon viatico per i conti pubblici in una fase di rallentamento della crescita e di persistente incertezza dello scenario internazionale, per effetto dei dazi di Donald Trump e delle guerre in corso.
Si può per questo ipotizzare che a disposizione della prossima manovra vi sia un “tesoretto” da utilizzare per finanziare le misure in cantiere, a partire dal nuovo intervento sull’Irpef a beneficio dei redditi fino a 60 mila euro, con la relativa aliquota che passerebbe dal 35 al 33 per cento, per un costo previsto in circa 4 miliardi, o per finanziare la nuova edizione della...







