RONCADE (TREVISO) - È emerso dalle acque verdi del Musestre e un giovane di passaggio lo ha notato galleggiare tra le alghe, sotto il ponte della Treviso Mare, nel primo pomeriggio di ieri. Un cadavere senza nome in stato di decomposizione, di cui nelle ore successive al ritrovamento i carabinieri non sono riusciti a determinare l'identità. La salma è stata compromessa in modo accelerato per il tempo trascorso in acqua: almeno otto ore, secondo un primo esame esterno degli investigatori. Le parvenze sono quelle di un uomo tra i sessanta e i settant'anni, con i capelli grigi e una corporatura normale.

I carabinieri hanno subito verificato se vi fosse traccia di ferite: ce n'era qualcuna, ma facilmente riconducibile allo trascinamento del corpo in acqua, piuttosto che a segni di violenza. Questo fa presumere che l'individuo sia morto per annegamento: non si esclude né la pista del malore, né quella di un gesto estremo o di uno scivolamento in acqua. Un giallo che non sembra possibile risolvere senza capire l'identità della vittima. Ed è proprio su questo punto che gli investigatori hanno lavorato nelle ore successive al ritrovamento, anche se l'aspetto non sembra corrispondere a nessuno degli uomini allontanatisi di casa recentemente (da Caerano e da Susegana) e di cui sia stata segnalata la scomparsa. A duecento metri dal ponte, sono stati ritrovati degli oggetti riposti in una busta di plastica, nonché dei vestiti asciutti.