Per la prima volta, i brindisi della Formula 1 sono con bollicine senza alcol. Dal prossimo Gran Premio, nei Paddock Club e negli spazi hospitality debutta French Bloom, Maison francese del portfolio Moët Hennessy (LVMH), che porta in pista il lusso analcolico, segno di tempi che corrono verso inclusività e sostenibilità. Fondata nel 2021 da Maggie Frerejean-Taittinger, ex direttrice della Guida Michelin, French Bloom è oggi esportata in oltre 28 Paesi con le sue due etichette, Le Blanc e Le Rosé a cui si è da poco unito l’Extra Brut, da uve 100% Chardonnay. Un vino biologico con provenienza Languedoc in cui le uve vengono dealcolizzate fino allo 0.0% per poi essere “ricostruite” con una tecnica mista tra lavorazione classica e nuove soluzioni di laboratorio.

Sicuramente una grande innovazione, ma soprattutto il passo più moderno di un legame che viene da lontano. Il brindisi in Formula 1 è parte del Dna di questo sport. Il primo calice fu alzato a Reims nel 1950 proprio con una bottiglia di Moët & Chandon. Era l’inizio di un lungo percorso: dal 1966 la Maison francese è diventata il simbolo dei podi fino al 1999. Dopo di lei, è stata la volta di G.H. Mumm (2000–2015), seguita da parentesi più brevi con Chandon e Champagne Carbon (2016-2020).