Negli Usa sono scattate le manette per centinaia di lavoratori in un blitz anti-immigrazione in uno stabilimento gestito dai colossi sudcoreani Hyundai Motor e LG Energy Solution in Georgia. Le autorità statunitensi hanno arrestato 450 lavoratori, tra cui oltre 30 sudcoreani.

«Le attività economiche delle nostre aziende che investono negli Stati Uniti e i diritti e gli interessi dei nostri cittadini non devono essere violati ingiustamente», ha dichiarato il portavoce del Ministero Lee Jae-woong in una conferenza stampa. «Abbiamo espresso oggi la nostra preoccupazione e il nostro rammarico tramite l'ambasciata statunitense a Seul», ha dichiarato Lee. Seul ha inviato sul posto funzionari dell'ambasciata e del consolato a Washington e Atlanta e ha incaricato le missioni diplomatiche locali di istituire una task force in loco per occuparsi della questione, ha affermato il ministero.

Le autorità americana hanno spiegato che la retata e gli arresti facevano parte di un'indagine su individui privi di documenti, secondo quanto riportato dai media locali. "Le attività economiche delle nostre aziende che investono negli Stati Uniti e i diritti e gli interessi dei nostri cittadini non devono essere ingiustamente violati", ha affermato il portavoce del ministero Lee Jae-woong, in un briefing con i media. Abbiamo espresso oggi la nostra preoccupazione e il nostro rammarico tramite l'ambasciata Usa Seul", ha aggiunto Lee. Seul ha inviato sul posto funzionari della sua ambasciata e del suo consolato di Washington e di Atlanta, incaricando le missioni diplomatiche locali di istituire una task force per occuparsi e seguire le questioni che stanno emergendo, ha proseguito il ministero.