Ancora scorci d’estate in festival, con le scene musicali che ci fanno scoprire le ricchezze paesaggistiche. Come il Lago Maggiore, con Stresa e le Isole Borromee, epicentro del glorioso Festival, o come le Dolomiti, con il 30° I Suoni delle Dolomiti.
Stresa (NO)
Fino al 6 settembre a Stresa e in altre località del Lago Maggiore ecco la 64a edizione del Festival, in un gioco di riflessi ambientali e musicali che corrispondono all’arcipelago sonoro del cartellone. Grande conclusione il 6 alla Stresa Festival Hall con una fra le maggiori orchestre, la London Symphony con il suo direttore principale Antonio Pappano. In programma il Concerto per violoncello e orchestra di Schumann, nella ri-orchestrazione che Šostakovič realizzò per Rostropovic, con un solista come Mario Brunello al violoncello; la Sinfonia n. 9 di Šostakovič e la Sinfonia n. 5 di Beethoven.
Trentino
Da 30 anni I Suoni delle Dolomiti mantengono la stessa visione e valori, che si basano sull’idea che la musica non debba essere separata dalla natura, ma debba fondersi con essa, facendo della montagna stessa la protagonista. Ogni evento è un incontro tra l’arte musicale e il paesaggio, dove le Dolomiti diventano un elemento che arricchisce l’esperienza, creando un’atmosfera unica. Il valore del silenzio è centrale: nelle Dolomiti il silenzio è uno spazio di ascolto profondo, che permette di entrare in sintonia con la musica e la natura circostante. Il festival non è solo una serie di concerti, ma un cammino, in cui il pubblico percorre i sentieri della montagna, vivendo la fatica fisica e la connessione con l’ambiente. La musica, naturale e pura, non è amplificata artificialmente, ma risuona nel paesaggio, creando una risonanza unica. I Suoni delle Dolomiti è, infine, un’esperienza di condivisione, dove artisti e pubblico camminano e vivono insieme.








