Il video ha fatto il giro del mondo in pochi minuti: lo staff di Kim Jong-un che ha seguito il dittatore della Nord Corea a Pechino, terminati gli incontri formali con il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin si affretta a cancellare le tracce biologiche del presidente nordcoreano dal bicchiere usato da Kim, dalla tappezzeria della poltrona sul quale si è seduto e dai mobili che arredano la stanza.

Un segno della "paranoia" maniacale che affligge più o meno tutti i tiranni, preoccupati per la propria incolumità e alle prese con il costante rischio di attentati e cospirazioni. Evidentemente, anche in un territorio amico come la Cina: la partecipazione alla parata militare in piazza Tienanmen per celebrare gli 80 anni dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale, insieme al presidente russo Putin, è servita infatti a rafforzare l'asse anti-occidentale di Pechino, Mosca e Pyongyang, una alleanza per stabilire un nuovo ordine mondiale.

Di cospirazione, tra l'altro, hanno parlato sia Donald Trump sia lo stesso Putin. Il capo del Cremlino ha elogiato il senso dell'umorismo dell'omologo statunitense, dopo che quest'ultimo aveva suggerito che Xi Jinping stesse "cospirando contro" l'America ospitando a Pechino Putin e Kim Jong-un. Interpellato in conferenza stampa sulle parole del leader Usa, Putin ha dichiarato: "Trump ha un buon senso dell'umorismo e nessuno in Cina ha parlato questa settimana del presidente degli Stati Uniti alle sue spalle. Nessuno ha detto nulla di negativo riguardo all'attuale amministrazione statunitense. Tutti coloro che ho incontrato hanno sostenuto il nostro incontro ad Anchorage ed espresso la speranza che la posizione di Trump porti alla fine del conflitto militare, quindi non c'è ironia o scherzo". Riguardo a un possibile incontro a Mosca con Trump nel prossimo futuro, Putin ha spiegato che al momento non è previsto alcun incontro, ma ha aggiunto che "l'invito è sul tavolo".