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Niente udienza per la morte del figlio del giudice. Ma il tribunale voleva riunirsi già oggi
Una tragedia fa irruzione sulla scena del processo ai quattro genovesi, tra cui il figlio di Beppe Grillo, imputati di stupro di gruppo davanti al tribunale di Tempio Pausania. Quella che doveva essere finalmente l'ultima udienza di un processo durato tre anni, con le ultime arringhe e la sentenza, si apre invece con l'annuncio che il presidente del collegio giudicante è stato colpito da un "grave lutto familiare". Le dimensioni del dramma vengono comunicate subito dopo: Pietro Contu, figlio ventiduenne del giudice Marco Contu, è morto stritolato la sera prima in una stazione della metropolitana di Roma, probabilmente suicida. Nell'aula scende il gelo. Ed in quel gelo al dramma si aggiunge un giallo. Perché in una atmosfera in cui a nessuno - avvocati, pubblici ministeri, giudici - sembra inimmaginabile poter andare avanti col processo, arriva la notizia che dai vertici del tribunale di Tempio sarebbe invece arrivata l'indicazione di proseguire. Va bene il rinvio, ma solo di poche ore: l'udienza dovrebbe essere aggiornata ad oggi, alla stessa giornata in cui sono previsti i funerali del giovane. Ma tutti rifiutano. E il processo viene rinviato al 22 settembre.










