A poche ore dal Plenum straordinario del Csmchiamato a nominare il Primo presidente di Cassazione, appuntamento oggi pomeriggio, giovedì 4 settembre, i giochi per la successione di Margherita Cassano sono ufficialmente riaperti.
L’astensione dei consiglieri togati indipendenti Roberto Fontana e Andrea Mirenda, ufficializzata ieri, è stata decisa, per restare alle dichiarazioni dei protagonisti, «consapevoli della delicatezza della scelta nel quadro degli autovincoli che regolano la materia». Resta il fatto che il “meno due” sulla scheda dell’attuale presidente aggiunto della Cassazione, Pasquale D’Ascola, rimette in gioco l’altro candidato, il segretario generale Stefano Mogini.
Stando alle previsioni di ieri sera, dall’urna potrebbe alla fine uscire un pareggio ben lontano dall’auspicata «unanimità» dell’assise, che sarà presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella.
D’Ascola arriva al plenum con in dote quattro dei sei voti della quinta commissione, che è quella competente sugli incarichi direttivi.
Con l’attuale vice di Cassano - la prima presidente donna nella storia della Suprema Corte il cui mandato scade il 9 settembre - sono schierati i togati di sinistra, Maurizio Carbone di Area e Mimma Miele di Magistratura democratica, Michele Forziati di Unicost e il laico di minoranza Ernesto Carbone.











