Nessuno fino a qualche settimane fa l’avrebbe ritenuto possibile. Al contrario, l’escalation di tensione a Tripoli, la prova di forza fallita del premier Dbeibeh con le milizie fino a qualche mese fa parte dell’apparato statale, i movimenti di truppe lungo il confine in Cirenaica, avevano fatto pensare a rapporti al limite della rottura fra le due Libie. E invece. A tre anni dall’ultimo incontro a Abu Dhabi,

Ibrahim Dbeibeh, nipote del premier della Tripolitania, e Saddam Haftar, figlio del generale Khalifa, reale capo della Cirenaica si sono visti a Roma.

Il faccia a faccia fra i due, rivelato da Repubblica, si è svolto tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio del 2 settembre, in seguito entrambi hanno visto l’inviato del presidente Usa Donald Trump per l’Africa, Massad Boulos. Insieme a ambienti qatarini, sarebbe stato lui il vero regista del faccia a faccia fra i due. E non sono esponenti di secondo livello.

Ibrahim è il braccio destro politico-diplomatico del premer Dbeibeh, Saddam, di recente nominato vice comandante generale dell’esercito, negli ultimi mesi ha rappresentato il padre in una serie di viaggi all’estero, incluso quello destinato a ricucire i complicati rapporti con Ankara. Delle due Libie sono, secondo molti analisti, gli eredi. Sempre che Dbeibeh rimanga in piedi. Ed ecco una delle reali ragioni del meeting.