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La commozione del giornalista: "Devo tutto a lui. Ora gli chiedo perdono..."
Quando il giovane Paolo Brosio approdò a Milano era come un panetto di Das. Informe. Per farlo diventare un eccellente giornalista aveva bisogno di qualcuno che lo «modellasse». La creta c’era, ma per dargli forma e anima era necessario un bravo «scultore». Il meglio in questo senso si chiamava Emilio Fede: il top del giornalismo catodico. Il mezzobusto che tutti sognavano di imitare. Ma che è rimasto inarrivabile. Nel bene e pure nel male. Un fuoriclasse che per oltre mezzo secolo ha bucato il piccolo schermo con la grandezza del suo ego e la padronanza del mezzo televisivo.
Paolo, il «tuo» direttore se n’è andato per sempre. Un’esistenza entusiasmante e travagliata.






