Difende i pali della Nazionale, ma Gigio Donnarumma gioca a tutto campo dal ritiro dell’Italia. Ha appena firmato con il Manchester City dopo essere stato messo fuori rosa dal Psg, nonostante la conquista della Champions, ed è pronto ad aiutare Gattuso a riportare gli azzurri al Mondiale, ma il giovane capitano ha anche un pensiero affettuoso per il giovane portiere aggredito a Collegno da un papà durante la partita e per quello che sta succedendo a Gaza, fino all’amicizia con Sinner. Pensieri da leader come in un flusso di coscienza per fissare le emozioni e gli obiettivi.
Lo sbarco al City
«Non vedevo l’ora di andare al City: Guardiola mi ha voluto fortemente e mi ha lusingato. Essere voluto così forte dalla società più forte al mondo non si può che rendere orgogliosi: c’è ancora da lavorare, ma sono molto emozionato e contento. Sono sereno, quando ti vuole un club come il City significa che hai lavorato bene ed essere voluto da Guardiola, uno degli allenatori più forti al mondo, fa solo piacere».
L’addio al Psg
«Non dimenticherò questi 4 anni a Parigi, mi sono sentito come a casa. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Luis Enrique e lui è sempre stato diretto: ad inizio ritiro mi ha detto che non facevo più parte del progetto. Non sono deluso: ognuno fa la sua scelta e avere il supporto dei giocatori e dei tifosi mi ha fatto capire che cosa ho dato al Psg. Sapere di questo affetto mi rende contento di quello che ho lasciato».











