La prova di forza militare della Cina ha preso forma soprattutto con i suoi missili balistici intercontinentali, i più recenti da anni, sfilati in Piazza Tienanmen con la designazione DF-61 e dotati di capacità nucleari.
Alla parata per gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale, l'imponente missile, trasportato su una piattaforma mobile a otto assi, è stato schierato con quelli balistici aviolanciato JL-1 e lanciabile da sottomarino JL-3, con gittata intercontinentale.
In aggiunta a una nuova versione del DF-31, missile balistico intercontinentale terrestre.
L'agenzia di stampa statale Xinhua ha parlato di "raggruppamento" di missili a lungo raggio che "ha dimostrato per la prima volta la forza nucleare strategica 'tre in uno' delle basi terrestri, marittime e aeree delle forze armate": una strategia vincente "per tutelare la sovranità nazionale e difendere la dignità nazionale".
La parata di Pechino ha messo in mostra un mix di armi convenzionali e di tecnologie avanzate, tra cui droni e robot sottomarini, evidenziando il significativo investimento della Cina nelle capacità di guerra moderna. Sono apparsi i missili ipersonici YJ-21 e DF-17, parte degli armamenti più recenti.










