Audi ha scelto di svelare al mondo la sua Concept C - un prototipo che è il futuro della marca – a Milano. Un omaggio allo straordinario lavoro di Audi Italia, certo. Ma anche di più: questa è la città che respira design e si nutre di visioni. Ed è la città che ha accolto la première mondiale di questo progetto, ospitato nei chiostri cinquecenteschi del Portrait Milano, un luogo che sembra sussurrare: qui il passato incontra il futuro, e non c’è spazio per il superfluo.
Parola d’ordine
È proprio questa la parola d’ordine di Audi: essenzialità. Un concetto che, a sentirlo, sembra quasi un paradosso in un mondo che si complica ogni giorno di più, ma che la Casa dei quattro anelli ha deciso di fare suo, con una determinazione che sa di Rinascimento.
Audi guarda al futuro e torna all’essenziale con la Concept C: “Manifesto del design per tutti i modelli futuri”
Non è un caso che Gernot Döllner, Ceo di Audi, parli di “Strive for clarity” come di un dogma. La chiarezza, in un’epoca di sovraccarico visivo e tecnologico, è una forma di ribellione. La Concept C, con le sue linee pulite, quasi monastiche, e la sua struttura frontale che richiama l’iconica Auto Union Type C, è un inno alla sottrazione. Niente orpelli, niente fronzoli: solo geometrie pure, un design che non urla, ma convince.











