È il 1.288° giorno di guerra in Ucraina
Putin «mano nella mano» con Xi incassa un nuovo accordo sul gas: annunciata la firma per il «Power of Siberia 2»
(di Guido Santevecchi) Hanno recitato le battute del copione ormai consolidato di solidarietà fraterna tra Cina e Russia, Xi Jinping e Vladimir Putin, che si sono incontrati per l’ennesima volta (quasi 50 ormai) nella Grande Sala del Popolo a Pechino. «Vecchio amico», ha detto Xi; «Caro amico», ha risposto Putin ripetendo che le relazioni tra i due Paesi «sono arrivate a un livello di altezza senza precedenti». Alla discussione formale è seguito un invito per una tazza di té e una passeggiata nel parco di Zhongnanhai, la cittadella del potere comunista cinese a fianco della Città proibita. È il frutto del grande avvicinamento seguito all’aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina nel febbraio del 2022.
I due si sono consultati di nuovo oggi a Pechino subito dopo i colloqui di domenica e lunedì a Tianjin, sede del vertice internazionale Sco (Shanghai Cooperation Organization) dove hanno lanciato la loro proposta di «nuova governance globale» in opposizione agli Stati Uniti e all’Occidente. Domani, mercoledì 3 settembre, Putin sarà l’ospite di maggior spicco sulla tribuna di Piazza Tienanmen, dove Xi presiederà la Parata per gli 80 anni dalla Vittoria cinese nella guerra di liberazione dell’occupazione giapponese. «Abbiamo combattuto spalla a spalla allora e continuiamo a camminare fianco a fianco oggi», ha detto il leader russo. In realtà, durante la Seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica era impegnata nello scontro per la sopravvivenza contro la Germania nazista e dichiarò guerra al Giappone solo l’8 agosto 1945, subito dopo che gli americani avevano annientato Hiroshima con la prima bomba atomica. Ma rileggere la storia, sminuendo il ruolo degli Stati Uniti, fa parte della nuova strategia di Mosca e Pechino.










