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Ultimo aggiornamento: 16:48
Mentre continua il genocidio della popolazione civile palestinese in barba al diritto internazionale, emergono nuovi dettagli su quello che potrebbe essere il futuro della ricostruzione di Gaza, delineato dall’amministrazione Trump. Un futuro in cui potrebbe giocare un ruolo importante anche l’automotive.
Infatti, nel piano “Great” (Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation) ci sarebbe spazio pure per un polo dedicato alla costruzione di automobili elettriche, in cui sarebbero coinvolte “aziende americane di veicoli elettrici” chiamate a costruire “fabbriche e strutture per i dipendenti nel nord di Gaza e nel sud di Israele”. Il pensiero va subito a Tesla, Ford e GM, i colossi dell’auto made in USA.
Come riporta Quattroruote, la strategia industriale sarebbe già teoricamente definita: minerali e materiali indispensabili per la produzione di batteria arriverebbero da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Mentre nel polo automotive di Gaza verrebbe effettuato l’assemblaggio da parte di personale qualificato ma a basso costo; un po’ come avviene già in Paesi come Romania, Serbia e Polonia, diventati da lungo tempo “asset” indispensabili per la salute dei bilanci delle multinazionali occidentali dell’automobile.










