Il 17 giugno 1983 Enzo Tortora veniva arrestato: 42 anni dopo la serie dedicata alla sua sfortunata e controversa vicenda giudiziaria è stata presentata alla Mostra del cinema di Venezia 2025. Dopo la première veneziana, arriverà poi presto sul piccolo schermo. Hbo Max, la piattaforma streaming del gruppo Warner Bros. Discovery, debutterà infatti in Italia nel 2026 e lo farà con una produzione originale italiana intitolata Portobello. Firmata da Marco Bellocchio e prodotta da Our Films, Kavac Films, in collaborazione con Arte France e The Apartment Pictures, la serie in sei episodi vedrà protagonista Fabrizio Gifuni nei panni del mitico conduttore televisivo italiano, protagonista di uno dei casi giudiziari più ambigui della storia italiana.“Noi intellettuali di sinistra guardavamo Tortora con un certo distacco… Il suo tono di superiorità verso i concorrenti, lo sfoggio di cultura non me lo rendevano particolarmente simpatico, non che mi fosse antipatico”, ha dichiarato Bellocchio a margine della presentazione veneziana, per poi aggiungere: “Quell’ingiustizia però gli spezzò il cuore all’interno… Resta il mistero della cecità di certi giudici oltre ogni umana immaginazione. E la perseveranza del loro errore”. “Fu una delle pagine più buie dei media italiani, autorevoli giornalisti scrissero frasi da far venire i brividi, c’era la gioia di avventarsi alla gola, al primo inciampo di un uomo di successo”, ha aggiunto Gifuni, che all'epoca dei fatti era appena diciottenne e studiava giurisprudenza: “Questa storia ha lasciato una ferita profonda nella società italiana”.Il trailer di PortobelloIn attesa di un trailer ufficiale è stato diffuso negli ultimi giorni un teaser trailer tratto dai primi episodi della serie.Il cast di PortobelloCon Gifuni nel cast ci sono anche Lino Musella nel ruolo di Giovanni Pandico, mafioso e collaboratore di giustizia che accusò falsamente Tortora; Barbora Bobuľová nei panni di Anna Tortora, la sorella del conduttore; Romana Maggiora Vergano, in quelli di Francesca Scopelliti, compagna di Tortora; e poi ancora Alessandro Preziosi, Gianfranco Gallo e Fausto Russo Alesi.Dove vedremo PortobelloIl titolo segnerà il debutto di Hbo Max nel mercato italiano, dopo il suo lancio negli Stati Uniti nel 2020 per raccogliere i contenuti di Hbo, Warner Bros., Discovery, Eurosport (comprese le Olimpiadi).Fabrizio Giufuni interpreta Enzo Tortora nella serie Hbo Max PortobelloANNA CAMERLINGOLa storia vera che ha ispirato PortobelloNon è un caso che venga scelta una storia “italianissima”, nel bene e nel male, per questo lancio di Hbo Max in Italia. Nato nel 1928 a Genova, dopo una laurea in giurisprudenza e prima esperienza nel mondo dello spettacolo, anche come collaboratore di Paolo Villagio, Tortora entrò in Rai all'età di 23 anni e comparve fin da subito in trasmissioni importanti come Primo applauso, Telematch, Campanile sera e Voci e volti della fortuna (il programma musicale che sarebbe poi divenuto Canzonissima). Condusse Sanremo nel 1959 ma fu poi allontanato dalla Rai nel 1962 per aver ospitato nel suo programma Telefortuna il comico Alighiero Noschese, che all'epoca faceva nei suoi spettacoli un'imitazione del leader della Democrazia Cristiana Amintore Fanfani. Dopo una parentesi alla tv svizzera, tornò alla tv di Stato alla guida della Domenica sportiva e di Giochi senza frontiere ma fu nuovamente allontanato nel 1969 per alcune sue dichiarazioni sulla dirigenza Rai ("un jet colossale pilotato da un gruppo di boyscout che si divertono a giocare con i comandi", disse al settimanale Oggi).I Ricchi e Poveri, Enzo Tortora e Renée Longarini (l'attrice che gestiva le telefonate da casa) a Portobello nel 1981, con in primo piano il pappagallo mascotte del programmaAngelo Deligio/Mondadori Portfolio/Getty ImagesNegli anni Settanta Tortora lavorò come cronista per giornali come La Nazione e Il Resto del Carlino (per cui seguì il processo a Lotta Continua) e nel 1977 con l'editore e conduttore Enzo Villa lanciò l'emittente privata Antenna 3, gestita con grande innovazione e slancio produttivo. Nello stesso anno torna in Rai con Portobello, un varietà da lui stesso ideato che riscosse record d'ascolti grazie ai suoi variegati momenti (dalla ricerca dell'anima gemella o di persone perse di vista da tempo alla proposta di invenzioni stravaganti, dalle telefonate da casa ai momenti di tv verità) che avrebbero ispirato molti format successivi; uno dei momenti più attesi era il tentativo da parte di un componente del pubblico di far ripetere il proprio nome alla mascotte del programma, il pappagallo Portobello.A interrompere il successo di Portobello, andato avanti per sette stagioni, fu il clamoroso arresto dello stesso Enzo Tortora nel 1983, accusato da una serie di pentiti di traffico di droga e associazione di stampo camorristico. L'opinione pubblica si divise immediatamente, con i mass media alla ricerca di qualsiasi scoop e l'immagine del presentatore in manette mostrata ovunque. Dopo essere stato condannato in primo grado, Tortora fu poi assolto con formula piena nel 1986 dalla Corte d'appello di Napoli, che lo riconobbe estraneo ai fatti, sentenza poi resa definitiva dalla Cassazione nel 1987.Mentre era ai domiciliari, il conduttore si candidò e venne eletto europarlamentare nel 1984 coi Radicali di Marco Pannella, mentre una volta prosciolto nel 1987 tornò in onda con Portobello e poi con la trasmissione Giallo. Estremamente minato nella salute, morì nel 1988 per un tumore ai polmoni. La sua vicenda, considerato uno dei casi più lampanti di malagiustizia in Italia, fu motore di alcune riforme importanti nel nostro sistema giudiziario, come l'introduzione della responsabilità civile dei magistrati.