«Cosa posso dire al giovane collega portiere 13enne del Volpiano, picchiato dal papà di un avversario al termine della partita? Che deve considerare questo episodio come una uscita sui piedi. Non può fare altro per allentare il peso di quello che è successo». Così Dino Zoff, 83 anni, «Portiere» per eccellenza, monumento vivente del calcio italiano, campione del mondo nel 1982, estremo difensore di Juve e Nazionale di calcio italiana parla del violento episodio accaduto a Collegno e lo fa rivolgendosi, con un evidente carico di affetto, alla giovane vittima definendola «collega».

Zoff, cosa si può dire a questo ragazzo?

«Deve considerarlo un brutto episodio di gioco, appunto, un’uscita sui piedi. Altrimenti un fatto simile non se lo scrollerà più di dosso. Piuttosto penso a cosa si potrebbe dire al figlio del papà violento».

Già, a lui cosa dire?

«Non lo so. Difficile trovare le parole. Immaginiamo cosa possa provare in queste ore».