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A circa 700 metri di profondità sotto a una montagna vicino alla città di Jiangmen, nella Cina meridionale, c’è una sfera talmente grande che potrebbe contenere al suo interno un palazzo alto una decina di piani. La gigantesca struttura è il nucleo dell’Osservatorio sotterraneo di neutrini di Jiangmen (JUNO), in fase di attivazione in questi giorni dopo quasi dieci anni di lavori. Quella sfera potrebbe rivoluzionare un pezzo importante della fisica delle particelle, aiutandoci a comprendere meglio come è organizzata la massa dei neutrini, le elusive particelle subatomiche che possono compiere indisturbate enormi distanze cosmiche attraversando qualsiasi corpo celeste, compresa la Terra.
JUNO è uno dei progetti scientifici più importanti organizzati dalla Cina negli ultimi tempi e la dimostrazione dei grandi progressi tecnologici raggiunti dal paese, in uno dei campi della fisica più difficili da studiare. L’iniziativa è costata l’equivalente di circa 320 milioni di euro ed è una collaborazione internazionale, che coinvolge numerosi centri di ricerca in giro per il mondo, Italia compresa. Praticamente nulla nella costruzione di questa grande struttura è stato semplice, sia per la sua posizione sia per la scala senza precedenti scelta dai progettisti per il rivelatore (in fisica si dice che si rivela – e non rileva – qualcosa quando non lo si osserva direttamente, ma tramite effetti secondari o indizi).







