Prima il figlio, poi il fratello. Dopo l’arresto a luglio di Ivanhoe, erede designato del clan, ora anche Antonio Schiavone, fratello di Francesco detto “Sandokan”, finisce in carcere. Al centro della vicenda, ancora una volta, quel terreno di Grazzanise, nel Casertano: mezzo milione di euro di valore, formalmente intestato a un prestanome per sfuggire ai sequestri, ma che il capoclan avrebbe cercato di riportare nella disponibilità della famiglia per rivenderlo e intascare il ricavato. L’operazione, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta su mandato della Dda, ha portato in cella Antonio Schiavone e ai domiciliari altre due persone. L’accusa è pesante: concorso in riciclaggio e autoriciclaggio aggravati dal metodo mafioso.
Arrestato Antonio Schiavone, fratello del boss dei casalesi «Sandokan»: terreno da mezzo milione intestato a prestanome e poi venduto
I carabinieri danno esecuzione ad una misura cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda. L'accusa di riciclaggio per Schiavone e altri due








