Quel sorriso. Ha illuminato lo schermo, e l’immaginazione del pubblico mondiale, quando Julia Roberts era appena ventiduenne, in Pretty Woman, cancellando dallo schermo il glorioso veterano Richard Gere trasformato magicamente in sua spalla. Il trionfo al botteghino, la gloria al terzo film dopo il piccolo Mystic Pizza e un’opera corale (Magnolie d’acciaio, prima sua nomination all’Oscar) nella quale ventenne duettava senza timori reverenziali con attrici come Sally Field, Dolly Parton, Shirley MacLaine, Daryl Hannah e Olympia Dukakis, antipasto di quella statuetta che qualche anno dopo inevitabilmente non sarebbe sfuggita a Julia.