Emergono indizi consistenti che l’esercito russo stia iniziando a schierare per la prima volta donne nelle sue truppe d’assalto in Ucraina, dopo averle reclutate nelle colonie penali. Del resto gli ultimi dati di bilancio di Mosca sembrano indicare che, nel secondo trimestre di quest’anno, il numero di volontari che ha accettato di firmare un contratto con l’esercito per andare a combattere sarebbe crollato del 59% rispetto allo stesso periodo del 2024: oltre 50 mila in meno. I sudditi di Vladimir Putin sembrano sempre meno attratti dalle offerte di denaro per il loro sangue. Intanto fra i combattenti russi di rilievo in Donbass si stanno levando voci che iniziano a lamentarsi pubblicamente della condotta della guerra da parte del Cremlino, chiedendo una mobilitazione totale di 1,5 milioni di soldati per sbloccare l’impasse. E nel fronte interno si moltiplicano le testimonianze e i video di code estenuanti alle stazioni di benzina in varie regioni della Russia, dopo che i droni di Kiev in luglio e agosto sono riusciti a colpire raffinerie che fornivano il 17% del carburante russo.