Un mercato in standby. Così può riassumersi l’attuale approccio degli investitori al titolo di Mattel +2,79%

. Un contesto di Borsa il quale, tra le altre cose, è conseguenza della dinamica di lungo periodo del colosso statunitense dei giocattoli.

Lo scenario

«Tra il 1981 e oggi - spiega l’analista tecnico indipendente Silvio Bona - la figura che salta all’occhio, guardando il grafico, è l’esistenza di un cosiddetto doppio massimo». Cioè: il titolo è arrivato in area 42 dollari, nel giugno del 1998, per successivamente scendere e, poi, «risalire a circa 47 dollari nel dicembre del 2013». Di lì le azioni sono nuovamente calate, raggiungendo «il minimo a circa 6,6 dollari nel 2020». In seguito, soprattutto in scia al boom della domanda di balocchi durante il periodo della pandemia da Covid, «il titolo ha ripreso velocemente a salire fino al massimo dell’ultimo quinquennio intorno ai 27 dollari». Ebbene: da quel momento Mattel in Borsa vive un «momento di congestione». Detto diversamente: «è inserita in un andamento laterale che, al netto dell’ultimo minimo segnato quest’anno, da un lato ha - quale supporto statico - il livello intorno a 16 dollari; e, dall’altro, vanta la resistenza - sempre statica di medio periodo - posizionata in area 27 dollari». Adesso il mercato «potrebbe in ipotesi uscire da questa situazione andando al rialzo. Ovviamente - conclude Bona - il primo grande ostacolo è costituito proprio dal livello dei 27 dollari». Al ribasso, invece, deve essere «monitorato la quota intorno a 16 dollari.»