Il primo fu lo Sputnik, una palla di metallo di 60 centimetri di diametro. Portato in orbita attorno alla Terra, a circa 600 chilometri dal suolo, il 4 ottobre 1957 da un potente razzo balistico G7 sovietico, per 21 giorni fece sentire, in praticamente tutto il mondo, il suo “bip-bip” su frequenze amatoriali. La prima “Luna artificiale”, come fu chiamata allora, fece un’impressione enorme, specie agli americani che capirono come un’atomica comunista da quel momento poteva capitargli sulla testa.

Oggi di satelliti sopra di noi ce ne sono più di 10.000 e formano un sistema fondamentale per la nostra vita, come quello che ci porta corrente elettrica o acqua.

Fondamentale, indispensabile ma che, improvvisamente, abbiamo anche scoperto essere molto fragile, non solo, ma anche rappresentare oggi un possibile campo di battaglia, un dominio di scontro.

I tanti satelliti che oggi vengono inviati a decine nello spazio, praticamente ogni settimana, sono di ogni tipo: dai grandi e importanti per il geo posizionamento, come il Galileo della Ue o l’altrettanto sofisticato Copernicus, per l’osservazione della Terra, sempre Ue, fino ai piccolissimi satelliti, micro o pico, delle dimensioni di una scatola da scarpe o poco più.