Nell’incidente aereo dell’ultraleggero precipitati nel Vercellese sono morti Massimiliano Monticone e la figlia diciottenne Simona. Il quarantanovenne lavorava al centro radar Enav di Linate come controllore di volo. Residente a Casale Monferrato aveva una passione per il volo che condivideva con la figlia.
Lo schianto dell’ultaleggero è avvenuto tra i Comuni di Livorno Ferraris e Lamporo, in prossimità della SP02 e il Canale Cavour.
Sposato, Monticone condivideva con i due figli, Simona e un ragazzo più grande, la passione per il volo che lo aveva fatto diventare controllore di volo dopo l’esperienza con l’aeronautica militare dove aveva frequentato il 105mo corso Auc. Tanti sui suoi social i ricordi di voli in famiglia, come quello per recuperare i ragazzi e portarli a casa dopo che lo scorso giugno erano andati a vedere il gran premio a Imola. “Non mi piace volare da solo - ha scritto tre anni fa - Quando scopri una cosa bellissima ne godi di più se la condividi con qualcuno. Di solito gli unici voli che faccio da solo sono quelli di addestramento alle emergenze, spesso però anche per questi voli trovo compagnia (dallo stomaco resistente)”. L’ultimo post invece, del 24 agosto, rilancia un messaggio della Gold Standard Aviation sull’incidente aereo di un piccolo velivolo in cui il pilota è rimasto ucciso.










