Capita sempre così. Sei all’imbarco. Hai passato i controlli dell’aeroporto ma guardi il bagaglio che hai e fai finta di non pensarci. Ti metti in fila con nonchalance: se sei in compagnia scherzi con l’amico di fianco, se sei da solo sprofondi nello smartphone. Lo sai che il mini trolley da mettere sotto il sedile è due centimetri più largo dalle misure consentite, ma ci speri. Che non se ne accorga nessuno, che non facciano i pignoli, che non sia un problema: cosa sono, in fondo, due centimetri? Il volo lo hai pagato una sciocchezza, cinquanta euro andata e ritorno per Hannover, praticamente un giro in taxi a Milano. Ci provi. E poi guardalo, quello davanti: lui sì che sta provando a fare il furbo. Ha una valigia da stiva e non è nella coda della priorità: vorranno mica multare proprio te? La compagnia di viaggi aerei low-cost Ryanair annuncia una stretta ai furbetti del gate.

Basta, stop, d’ora in poi (anzi, da novembre) non si scherza più. Attenzione, non si tratta di adottare misure ancora più restrittive: le grandezze dei bagagli non cambiano (per la cappelliera sono di 55x40x20 centimetri, col limite di dieci chili; per la borsa da sedile sono di 40x30x20 centimetri). Si tratta di operare controlli più insistenti. Più puntuali. Resi possibili da un sistema di “premiazione” per i dipendenti che pizzicheranno il viaggiatore che sfora. Già oggi, in verità, la compagnia riconosce un bonus di 1,5 euro per valigia “smascherata”: tra un paio di mesi quella cifra quasi raddoppierà e arriverà a quota 2,5 euro. Sembra una sciocchezza, non lo è.