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Manita di esoneri per José. Da fenomeno gli restano ormai solo le liquidazioni

Fallito l'aggancio con la nazionale italiana sembra prossima l'assunzione alla nazionale portoghese. Josè Mourinho non cade ma resta in piedi, quinto esonero della sua gloriosa carriera, dopo Chelsea, Manchester United, Tottenham, Roma anche il Fenerbahce gli ha consegnato la lettera di licenziamento, seguirà corrispettivo, indennizzo di 15 milioni di euro comprensivi degli aiutanti di campo. Come liquidazione resta in assoluto uno special one e più one, come professionista conserva il fascino esclusivo, come allenatore non ha mai esaltato gli esperti di football ma sull'almanacco contano i risultati e l'uomo di Setubal ha l'argenteria piena di trofei. Lo rimpiangono dovunque non certo per il gioco ma per le giocate delle sue parole, per la (im)postura a bordo campo, il dito nell'occhio di Tito Vilanova, il pizzicotto alle narici del collega rivale Okan Buruk, gli avversari del Galatasaray definiti scimmie saltellanti o il dizionario di casa nostra come la prostituzione intellettuale o le manette, gli zero tituli, riservati con perfidia agli avversari ma, per contrappasso dantesco, adesso capitategli sul suo capo brizzolato alla Clooney. Dicono che l'epilogo turco rappresenti il crepuscolo del dio, il tramonto definitivo, anche per i termini feroci, fulminei con i quali si è realizzato, due giornate di campionato, due partite di qualificazione alla champions, poco, nulla, falliti gli obiettivi per i quali era stato ingaggiato e benissimo pagato dal club di Instabul.