Via libera alla causa civile che accusa l'Arabia Saudita di aver aiutato i dirottatori dell'11 settembre: lo ha stabilito un giudice federale di New York dando ragione alle persone che hanno subito conseguenze per gli attacchi terroristici alle Torri gemelle nel 2001 e che hanno trascorso oltre 20 anni in tribunale cercando di chiedere conto delle responsabilità del regno saudita.
I querelanti, secondo il magistrato, hanno fornito "prove ragionevoli in merito al ruolo" di Riad.
La sentenza del giudice George Daniels a New York segna "il passo più significativo nella ricerca di giustizia da parte delle famiglie", ha dichiarato 9/11 Justice, un'organizzazione che rappresenta i sopravvissuti, i soccorritori e le famiglie delle vittime degli attacchi. I governi stranieri in genere godono di immunità nelle cause legali, ma nel 2016 il Congresso ha approvato una legge che consente alle famiglie delle vittime dell'11 settembre di citare in giudizio l'Arabia Saudita. Il regno ha cercato di far archiviare il caso sostenendo l'anno scorso che lo stato era alleato degli Stati Uniti contro il terrorismo negli anni '90 e aveva revocato la cittadinanza al fondatore di Al-Qaeda Osama bin Laden, che ha supervisionato gli attacchi dell'11 settembre.






