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Cosa si nasconde dietro al lancio del nuovo pieghevole di Honor?
Dietro alla presentazione del nuovo pieghevole di Honor, a Londra, c'è di più. Honor ha portato in Europa il Magic V5, certo, ma il vero messaggio sta altrove: nell’idea che un brand cinese, nato come spinoff e oggi indipendente, possa iniziare a competere non solo sul prodotto ma sull’ecosistema. Laptop, tablet e smartphone, insieme, diventano la leva per passare da outsider a marchio riconosciuto nel segmento premium occidentale.
Il Magic V5 (qui la nostra recensione), con la sua batteria silicio-carbonio e il prezzo appena sotto a quello di Samsung, serve da catalizzatore mediatico: è il prodotto eroe che calamita l’attenzione. Ma la strategia si legge tra le righe e negli altri modelli mostrati dal produttore: in parallelo debutta, per il momento solo in UK, il MagicBook Art 14, un portatile ultrasottile che richiama inevitabilmente il modello Apple di integrazione hardware e software, e arriva anche il MagicPad 3, tassello di un puzzle che va oltre lo smartphone. Honor non vuole più essere un nome “occasionale” per chi cerca un buon rapporto qualità/prezzo: vuole legittimarsi come fornitore di un'esperienza completa, in grado di trattenere l’utente e spingerlo a restare dentro l’ecosistema.






