Un pragmatico. Un grande esperto di economia. Un diplomatico molto ascoltato in casa leghista. Il curriculum del nuovo ambasciatore italiano a Mosca, Stefano Beltrame, appena designato dal capo della Farnesina Antonio Tajani (Forza Italia) in Consiglio dei ministri, racconta di una lunga esperienza in tutti i quadranti del mondo che contano: Europa, Cina, Medio Oriente, Stati Uniti e ora, appunto, la Russia. Della sua esperienza nessuno dubita: Beltrame, prima della nuova nomina, dal 2023 ricopriva il rilevante incarico di consigliere diplomatico del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti (Lega). Ma, scorrendo, a ritroso, il suo profilo, il rapporto privilegiato con il Carroccio salta all’occhio, se è vero che Beltrame è stato consigliere diplomatico del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, negli anni 2018-2019 (governo Conte I). E prima ancora, tra il 2010 eil 2013, ancora consigliere diplomatico, ma del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: il primo ieri a complimentarsi con Beltrame, «cittadino veneto», essendo veronese, classe 1960.