Agosto è solitamente il mese dell'ottimismo, trainato dalle ferie e dalla spinta dei consumi estivi.

Invece i dati Istat raccontano una storia diversa: la fiducia dei consumatori scivola da 97,2 a 96,2 punti, confermando che il buonumore delle famiglie italiane è sempre più passeggero. E se l'indice generale delle imprese resta stabile a quota 93,6, all'interno dei diversi settori emergono segnali di debolezza, soprattutto nell'industria e nel commercio. Il calo della fiducia dei consumatori è generalizzato.

L'Istat registra flessioni in tutte le componenti: più marcato il peggioramento del clima futuro, che scende da 93,9 a 92,2, e di quello economico, passato da 98,2 a 97,0. In flessione anche il clima personale e quello corrente, seppur in misura più contenuta. Insomma, gli italiani si sentono meno sicuri oggi e ancora meno fiduciosi per domani. Una lettura che trova immediato riscontro nelle associazioni dei consumatori. "Terminato l'effetto estate, la fiducia torna a calare", osserva il Codacons, che punta il dito contro i dazi, le tensioni geopolitiche e i rincari nei settori chiave come alimentari e turismo. Ancora più netta la posizione dell'Unione nazionale consumatori, che definisce i dati "pessimi e altalenanti".