Alien: Pianeta Terra in onda da agosto su Disney+ (una puntata alla settimana sigh) per chi è un fan della prima ora dello xenomorfo è qualcosa di nuovo perché non si occupa di replicare l’orrore claustrofobico del film originale. Ha una identità precisa, l’estetica di Alien ma racconta un’altra storia. È ambientata nel 2120, solo due anni prima degli eventi del film originale Alien del 1979. A differenza della maggior parte dei film, questa storia si svolge sulla Terra, che è controllata da cinque potenti corporazioni. Ci troverete Metropolis e Blade Runner (tantissima) e una scrittura appassionata da fantascienza anni Novanta. Non si salta sulla sedia ma si scoprono nuove bestiacce aliene. E poi c’è forse il ritratto del giovane miliardario hi-tech Zuckerberg-like più centrato degli ultimi anni.
Quanto a settembre a parte il finale della seconda serie di Mercoledì su Netflix da segnalare Gen V che promette di intreccarsi alla quarta di The Boys proponendo una nuova “lore” sulle origini dei supereoi disfunzionali. E c’è anche la terza stagione di Alice in Borderland che non è Squid Games che non ce l’ha fatta come alcuni credono ma una immersione distopica nella brutalità del gioco. Tradotto è meno poltiica e ideologica ma più avvincente di Squid Games. Buona visione.






