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Il gruppo ceco PPF ha ceduto il suo 15,6% L'esborso totale del Biscione: 470 milioni

Mediaset vince la battaglia di Germania: da ieri il gruppo MFE, holding del Biscione, ha superato la maggioranza assoluta del capitale dell'emittente bavarese ProsiebenSat1, raggiungendo ufficilamente il 59%, ma secondo stime di mercato probabilmente è già tra il 62 e il 63%. La sfida lanciata da Pier Silvio Berlusconi, ceo di MFE, nel marzo scorso, è dunque vinta. Strada industriale spianata verso il cambio del Consiglio di sorveglianza e l'integrazione del mercato tedesco (oltre a quelli austriaco e svizzero) nella media company europea che già opera in Italia e Spagna. Tutte le autorizzazioni antitrust sono state ottenute. Il costo per cassa dell'operazione è al momento pari a 335-340 milioni. La prima fase dell'Ops - MFE offre 4,47 euro più 1,3 titoli MFE A per ogni azione Prosieben per un valore intorno agli 8 euro - si era chiusa il 13 agosto con adesioni pari al 43,57%. Il periodo di offerta si è però riaperto e chiuderà lunedì 1 settembre. Così nella serata di ieri il gruppo finanziario ceco PPF ha comunicato di aver conferito all'Ops anche la sua quota di azioni, pari al 15,68% del capitale, che ne faceva il secondo azionista. E non un azionista qualunque, visto che nel maggio scorso PPF aveva lanciato a sua volta un'Opa su Prosieben, offrendo 7 euro per azione, ma limitata al raggiungimento del 30%. Operazione che, alla luce dell'esito di ieri, appare per quello che era: un calcolo per comprare a 7 euro ma poi vendere puntando sul rilancio di MFE. Arrivato il 28 luglio scorso, quando il Biscione ha portato da 0,4 a 1,3 titoli di MFE A la componente cartacea della sua offerta. Per PPF, che aveva nel frattempo raccolto poche adesioni (ha toccato il 18,39%) è dunque arrivato il momento di liquidare la sua posizione e diventare azionista di MFE (avrà fino al 3% dei diritti di voto e fino all'8% del capitale): se per restarci o meno, si vedrà. "La scarsa adesione all'offerta PPF- si legge in una nota diffusa ieri dal gruppo - rende impossibile proseguire nel proprio ruolo originario di investitore strategico, impegnato con MFE su un piano di parità e in grado di contribuire con la propria esperienza nello sviluppo di piattaforme di media digitali e broadcasting".