«Mi ha chiesto una sigaretta alla fermata dell’autobus. Poi, in un attimo, mi ha afferrata, trascinata in un vicolo lì dietro, violentata su un cumulo di rifiuti». Sentita dai carabinieri al Policlinico Gemelli, la donna, di 44 anni, residente alla periferia Est della Capitale, ricorda tutto quello che è successo nella notte di martedì scorso fuori dalla sala giochi dove era andata con un amico. E quando le mostrano la foto segnaletica dello stupratore 26enne gambiano, Sheikh Hydara, già arrestato perché accusato della violenza sessuale su una 60enne nel parco di Tor Tre Teste meno di 48 ore prima, non ha dubbi: «È lui», dice con sicurezza. E così su Roma si allunga ancora una volta l’ombra di un violentatore seriale, adesso in carcere, sospettato di aver aggredito altre donne con le stesse modalità. Sempre nei dintorni del Quarticciolo, rione tra le principali piazze di spaccio della Capitale, dove agguati e provocazioni alle forze dell’ordine sono quotidiani, e dove per questo il governo vuole applicare il «modello Caivano».