Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
27 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:25
Real Madrid e Liverpool, Napoli, Inter, Atalanta e Juve, che per giocare la Champions League devono coprire una distanza di quasi 6.500 chilometri. Oppure fare visita a una cittadina di poco più di 30mila abitanti. Due scenari che non si verificano tutte le stagioni, ma che nella prossima edizione potrebbero accadere, grazie a due prime volte assolute. Due storie incredibili che rispondono ai nomi di Kairat Almaty e Pafos, qualificate entrambe alla fase campionato della Champions 2025. La prima arriva dall’est, dall’estremo confine tra Europa e Asia. La seconda invece da Cipro. Una doppia impresa sportiva.
Nel caso del Kairat Almaty si può tranquillamente parlare di favola. Oppure per non essere banali di prova di coraggio. D’altronde “kairat” in lingua kazaka significa proprio questo: coraggio. La seconda squadra del Kazakistan ad arrivare in Champions League dopo l’Astana nel 2015. Olimpija Ljubljana, Kuopion Palloseura, Slovan Bratislava, Celtic Glasgow. Un poker calato per entrare nella storia del calcio kazako e della massima competizione europea per club. Nessuno ci avrebbe scommesso. Soprattutto, nessuno avrebbe puntato nel passaggio del turno contro il Celtic, un club che sembrava fuori categoria per il Kairat, con il suo passato glorioso e una Coppa Campione in bacheca. E invece i ragazzi di Rafael Urazbakhtin hanno retto ai 60mila di Glasgow, stretto i denti in casa quando le energie stavano venendo meno, trovando poi la gloria ai calci di rigore grazie alle tre parate del 21enne Temirlan Anarbekov. Un portiere che nemmeno doveva essere in campo. È infatti il secondo di Aleksandr Zaruckij, l’eroe della vittoria, sempre ai rigori, contro lo Slovan Bratislava.













