Lunedì 25 agosto, xAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, ha intentato una causa contro Apple e OpenAI, sostenendo che le aziende agirebbero come monopoli e accusando di Apple aver penalizzato Grok e gli altri rivali di ChatGPT nell'App store.Musk contro OpenAI e Apple"Questa è la storia di due [società] monopolistiche che uniscono le forze per garantire il prosieguo del loro dominio in un mondo guidato dalla tecnologia più potente che l'umanità abbia mai creato: l'intelligenza artificiale – si legge nella causa –. Lavorando in tandem, Apple e OpenAI hanno bloccato i mercati per mantenere i loro monopoli e impedire agli innovatori come X e xAI di competere".Attualmente Grok è la sesta applicazione gratuita più scaricata dall'App store nella categoria dedicata alla produttività. Il chatbot “senza censura” è disponibile anche tramite il social network di Musk, X, che è la prima app gratuita nella sezione news dello store di Apple.Nello specifico, la nuova causa si concentra sull'integrazione di ChatGPT all'interno di iOs, avvenuta lo scorso anno. "Ciò significa che se gli utenti di iPhone vogliono utilizzare un chatbot di AI generativa per svolgere attività essenziali sui loro dispositivi, non hanno altra scelta se non utilizzare ChatGPT, anche se preferirebbero prodotti più innovativi e creativi, come Grok di xAI", sostiene l'azienda nell'azione legale. Anche se per il momento Apple non ha annunciato di voler integrare altri chatbot nel suo sistema operativo, la partnership con OpenAI non è stata descritta come esclusiva al momento del lancio e iOs non impedisce in alcun modo agli utenti di iPhone di accedere a chatbot come Grok."Quest'ultima denuncia è in linea con le continue molestie da parte del signor Musk", ha commentato la portavoce di OpenAI Kayla Wood in una dichiarazione a Wired US. Apple non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.Secondo xAI, l'accordo tra Apple e OpenAI si tradurrebbe in una minor scelta per gli utenti. "Gli effetti sul mercato – meno concorrenza […], meno investimenti e meno innovazione – danneggiano in ultima analisi i consumatori attraverso una qualità inferiore, una scelta inferiore e prezzi più alti rispetto a quelli che esisterebbero in un mondo senza questa condotta anticoncorrenziale", si legge nella causa.I precedenti tra Musk e OpenAIMusk è uno dei membri fondatori di OpenAI. L'imprenditore ha lasciato la startup nel 2018, per fondare qualche anno dopo una realtà rivale, xAI. Wired US ha inviato una richiesta di commento a un indirizzo dedicato alla stampa di xAI, ma l'email è tornata al mittente.In occasione di una recente cena organizzata a San Francisco, un giornalista ha chiesto all'amministratore delegato di OpenAI Sam Altman del rapporto tra OpenAI e Apple. L'ad non ha risposto direttamente alla domanda, limitandosi a dire che il colosso è la sua “azienda tecnologica preferita al di fuori di OpenAI”.OpenAI sta anche lavorando con Jony Ive, il leggendario ex designer di Apple, a un dispositivo AI, che alla cena Altman ha descritto come un "nuovo paradigma dell'informatica", senza però condividere dettagli sul progetto.Quella di lunedì non è la prima azione legale avviata da Elon Musk nei confronti di OpenAI. Nel 2024, il capo di Tesla aveva fatto causa al produttore di ChatGPT, accusando l'azienda di aver abbandonato la sua missione originale – sviluppare un'intelligenza artificiale che garantisse benefici all'umanità – per diventare un'azienda a scopo di lucro. OpenAI era stata fondata come non profit, ma ha poi creato una divisione a scopo di lucro allo scopo di raccogliere fondi. Ora l'azienda sta per trasformare questa unità in una benefit corporation, una mossa fondamentale per assicurarsi diversi miliardi di dollari da parte di SoftBank.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.