Ecco i versi de Le Troiane di Euripide letti dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, per evocare la tragedia in corso a Gaza, durante la cerimonia di preapertura della 82/a mostra del cinema di Venezia:

"Mettetelo qui, a terra.

Bimbo mio, ti è capitata una cosa brutta, brutta.

E voi, assassini, che traete più vanto dalle vostre armi che dal vostro cervello, che cosa temevate da questo bambino, per arrivare a compiere un atto così mostruoso? Che potesse far rialzare la città, che ora è distrutta? Sono stati distrutti miriadi di uomini distrutti, la città è stata conquistata e i suoi abitanti tutti annientati. Ma voi, avevate paura di un bambino! Bella paura, onorevole davvero, una paura insensata. Bimbo mio, ti è capitata una cosa brutta, brutta. Se fossi morto combattendo per la tua città, dopo essere diventato grande, esserti sposato, essere stato re - uno splendido re, splendido come un dio... saresti stato felice - si può dire 'felice'? Ma ora, così: non sai niente, niente hai visto, niente hai vissuto. Non hai goduto di niente di tutto quello che c'era nella tua casa. Come ti hanno strappato malamente i capelli: sono state le mura a tagliarti i capelli le mura della tua città. Ti hanno strappato via dalla testa i tuoi riccioli che tua madre sempre copriva di baci! E adesso il sangue schizza fuori dalle ossa spezzate del cranio. . . Le tue mani - care, la stessa impronta delle mani di tuo padre - eccole qui ora, davanti a me, inerti, senza più vita. Cara la tua bocca - che paroloni da grandi dicevi - ma dicevi le bugie quando saltavi sul mio letto e ad alta voce: "Nonna - dicevi - quando sarai morta mi taglierò una lunga ciocca di questi riccioli e verrò con i miei amici a fare onore alla tua tomba, per dirti addio, dolcemente". Sono io, piccolo, che ora devo farti onore: io una vecchia senza più la sua città, senza più figli, senza niente - sono io che ti devo seppellire il tuo corpicino. Quanti baci, piccolo mio, quante cure, quante notti insonni - tutto inutile. Bimbo mio, ti è capitata una cosa brutta, brutta. E che cosa potrà scrivere un poeta, un giorno, sulla tua tomba: "Qui giace un bambino, ucciso dai Greci - per paura. Questa tomba è un monumento alla vergogna di tutta la Grecia".