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26 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:50
Dubbi, scontri e incertezze. Tra maggio e giugno 2021, dentro il Comitato tecnico scientifico che dava indicazioni sulla gestione della pandemia, si è respirato un clima difficile. Sono i giorni in cui la campagna vaccinale procede spedita, ma non mancano segnali di allarme sui rischi legati alla somministrazione del vaccino anti-Covid di Astrazeneca. La vicenda è nota: gli effetti avversi, in determinate fasce di età e principalmente nelle donne. Ora, a distanza di quattro anni, La Verità ha pubblicato le videoregistrazioni di quelle riunioni che sono state acquisite dai carabinieri del Nas di Genova in relazione all’indagine per la morte di Camilla Canepa, la 18enne che il 15 maggio 2021 partecipò a un open day vaccinale con Astrazeneca organizzato dalla Regione Liguria e morì il 10 giugno per una sindrome Vitt, una trombocipotenia e trombosi indotta dal vaccino. Quello che emerge dalle riunioni è una discussione anche accesa tra i membri del Comitato in un momento di grande confusione a livello europeo sull’uso del vaccino del gruppo svedese.
Il 7 aprile, dopo la sospensione decisa con altri Paesi a marzo, anche in Italia Astrazeneca fu “consigliato” solo dai 60 anni in su, mentre in Gran Bretagna prima sopra i 30 e poi sopra i 40. La Germania fu la più restrittiva, insieme all’Italia: sopra i 60. Ma ancora a metà maggio, quando le scorte di Astrazeneca erano abbondanti mentre i vaccini Pfizer/Biontech e Moderna scarseggiavano, il Comitato tecnico scientifico finì per autorizzare le Regioni a fare gli “open day” con Astrazeneca ai “volontari” maggiorenni. Il verbale – nonostante le raccomandazioni di Aifa – citava il report dell’Agenzia europea del farmaco Ema che riferiva di appena 1,1 “eventi trombotici” collegabili al vaccino su 100mila somministrazioni contro 8 decessi da Covid su 100mila persone, dato in sé corretto ma – chiarì il Winton centre for risk and communication dell’Università di Cambridge, consulente di Ema – solo per la fascia d’età 50-59 anni, che non era quella su cui concentrare le attenzioni.











