Seduti accanto alla statua sorridente di Mike Bongiorno, nel cuore delle isole pedonali di Sanremo, i pirati informatici hanno disposto indisturbati bonifici per circa sei milioni di euro saccheggiando i conti correnti di almeno cinque facoltosi clienti di Banca Sella. Ma la frode informatica hi-tech, tentata probabilmente utilizzando il wi-fi, è stata scoperta prima che quelle transazioni diventassero definitive e il malloppo polverizzato su conti correnti irrintracciabili. Il sistema di protezione della banca, alla fine, non ha infatti dato l’ultimo via libera e la banda è rimasta a mani vuote correndo anche il rischio di essere catturata. A indagare sul fallito colpo grosso nella città del Festival immersa nel tutto esaurito di fine agosto, a fronte delle denunce presentate dalla sede centrale di Biella, è la Dda di Genova. I malviventi hanno utilizzato apparecchiature tecnologicamente avanzate, in grado di infiltrarsi in un terminale della filiale di Banca Sella a Sanremo e sfruttarlo come “cavallo di Troia”. La banda, in particolare, era riuscita a trovare il sistema per far passare il segnale anche da dietro alle vetrine blindate. Fin qui tutto chiaro, o quasi, ma di punti oscuri ne esistono ancora molti. Come hanno fatto i criminali hi-tech a carpire le credenziali di accesso per entrare nel terminale? Anche in questo caso è entrata in campo la tecnologia o piuttosto ha avuto un ruolo un basista (che potrebbe non aver nulla a che fare con Sanremo)? Dagli investigatori nessuna indiscrezione. L’inchiesta è avvolta dal massimo riserbo. Altro giallo è quello delle tempistiche. La necessità, pare, dei pirati informatici di entrare in azione all’orario di apertura della filiale, in modo da non disporre le transazioni destando sospetti. A questo proposito hanno sistemato del silicone sulle porte a scorrimento della Banca Sella, quasi a voler in qualche modo rallentare l’entrata in servizio degli impiegati. Insomma, come in un film d’azione tutto sarebbe dovuto avvenire in una manciata di secondi. Solo che una prima manciata ha consentito alla banda di impostare il saccheggio, nella seconda il piano è miseramente sfumato garantendo i depositi dei correntisti della banca. Gli investigatori in queste ore sono alle prese con tanti filmati. Quelli della video sorveglianza del Comune di Sanremo per notare eventuali presenze sospette in via Escoffier, persone la cui presenza è stata ricorrente. Ma ci sono anche quelli del sistema di sicurezza interno all’istituto di credito che potrebbero aver visto qualcuno, spacciatosi per un cliente, sistemare qualche “accrocchio” tecnologico all’interno in grado di intrufolarsi all’interno dei computer dei cassieri. La filiale di Sanremo di via Escoffier sarebbe stata scelta con cura. Si trova in un’isola pedonale che avrebbe meno interferenze di segnale rispetto ad una strada con il traffico di auto. Poi in questo periodo proprio di fronte alle vetrate di Banca Sella ci sono le transenne di un cantiere edile che potrebbero aver garantito una qualche copertura a chi materialmente si è messo alla tastiera per disporre i bonifici. Infine le vie di fuga: due alternative a piedi e poi, trattandosi di Sanremo, la vicinanza al confine. Ora l’attività di indagine è passata nelle mani degli specialisti della polizia postale, quei cyber-poliziotti in grado di individuare le tracce informatiche e, con pazienza, di seguirle. «Tutto quello che è sul web rimane sul web» - dice uno degli investigatori che già in passato di è occupato di crimini e frodi on line. In supporto potrebbe arrivare anche la squadra speciale che si occupa di indagini telematiche e che opera a Roma (e che si occupa anche di impedire cyber-attacchi al Festival di Sanremo, sia per le dirette televisive sia per il meccanismi del voto delle canzoni). Al vaglio ci sono poi le presenze negli hotel, con controlli che incrociano i precedenti penali e di polizia con i nominativi dei clienti di alberghi e case vacanze. La caccia ai criminali che hanno tentato il colpo milionario e che per qualche istante si erano anche convinti di avercela fatta, usa in pratica le loro stesse armi, la tecnologia. L’«Allegria» scritto sulla cartelletta della statua di Mike in via Escoffier questa volta è del tutto giustificato. I risparmi depositati in banca sono rimasti ai legittimi proprietari