Quando la polizia di Stato circonda la via e li accerchia, uno rimane impassibile, l'altro scappa. Bloccato, inizia a colpire un agente con calci e pugni ma alla fine viene arrestato. E in un marsupio gli agenti della Squadra mobile della Questura di Fermo trovano anche una pistola. A seguito di numerose segnalazioni ricevute in Questura circa la presenza di soggetti nordafricani dediti allo spaccio di droga in un vicolo di Porto Sant'Elpidio, gli investigatori, verso le 23 del 19 agosto scorso, transitando in via S. Giovanni Bosco, hanno notato due ragazzi seduti su un muretto, uno con un casco bianco in mano e l'altro con un marsupio nero a tracolla. Quest'ultimo un volto noto agli agenti poiché già a luglio era stato denunciato per spaccio e possesso di armi ed oggetti atti ad offendere.
E così i poliziotti hanno circondato la via. Il ragazzo, di origini tunisine, noto agli agenti, li ha riconosciuto e, pensando di cavarsela, è scappato intrufolandosi all'interno di un'area verde adiacente il passaggio pedonale e disfacendosi di oggetti che aveva in tasca. Un poliziotto è riuscito a raggiungerlo e a fermarlo, ma il tunisino, nel tentativo di liberarsi e darsi alla fuga, lo ha colpito con calci e pugni. Ne è nata una violenta colluttazione, durante la quale i due sono caduti rovinosamente da un'altezza di circa due metri all'interno di un giardino di un'abitazione, infrangendo una recinzione in ferro e legno. Dopo la caduta, il ragazzo ha continuato a colpire con calci e pugni l'agente e, solo con l'intervento in ausilio di altri colleghi, le divise sono riuscite a contenerne la violenza.






