Nelle passate ore la Romagna, in particolare le sue zone costiere, è stata investita da un violento nubifragio che ha provocato numerosi danni ma, per fortuna, nessuna vittima e nessun ferito. Venti fino a 100km/h e in alcuni casi fino a 120 hanno fatto cadere circa 260 pini, hanno portato via tende, lettini e ombrelloni degli stabilimenti balneari. Poi la pioggia, una vera e propria bomba d'acqua: si parla di 50 millimetri di acqua scaricati dal cielo in sei ore, con punte di 74 millimetri nella zona di Rimini. Nel Riminese i danni sono stati pesanti soprattutto ad Igea Marina, Bellaria e Rimini, con diversi sottopassi allagati e un autobus rimasto bloccato. «Da nord-nord-ovest è arrivata una corrente che è scivolata lungo l'Adriatico e ha fatto danni anche nei giorni precedenti nel Nord-ovest e Nord-est d'Italia. Poi ha continuato a scendere lungo la costa e ha fatto i danni maggiori dove c'è la confluenza fra la catena degli Appennini e il Mar Adriatico, in pratica da Milano Marittima e Cesenatico verso sud» spiega il fisico climatologo del Cnr, Antonello Pasini autore di numerosi articoli e libri sul tema (l'ultimo è "La sfida climatica. Dalla scienza alla politica: ragioni per il cambiamento").
Il climatologo Antonello Pasini e il nubifragio in Romagna: «Il mare Adriatico sempre più caldo incontra l'Appennino, ecco perché qui i temporali sono così pericolosi»
Il fisico climatologo del Cnr: «Dobbiamo adattare i nostri territori alla violenza di questi eventi estremi. I pini? Vanno piantati in maniera oculata per essere resistenti e utili alla città»











