Starship è rimasta a terra, almeno per oggi. Il decimo test del super razzo per la Luna, che Musk intende usare anche in orbita terrestre ma soprattutto per colonizzare Marte, previsto per la scorsa notte (alle 1:45 ora italiana) è stato rimandato di 24 ore. La causa: una perdita di ossigeno dall'impianto di terra, quindi non della navetta o del booster che erano pronti al decollo, come ha spiegato il fondatore di SpaceX su X. Il nuovo tentativo è previsto per la prossima notte, la finestra di lancio si aprirà quando in Italia saranno le 1:30 del 26 settembre.
Si tratta di un momento delicato per l'astronave di SpaceX. Per considerare un pieno successo questo decimo tentativo, Starship, una volta entrata su una traiettoria suborbitale, dovrà aprire i portelloni e rilasciare 8 finti satelliti Starlink; accendere uno dei motori Raptor una volta arrivata nello spazio; per testare lo scudo termico, che possiede alcune novità con una piastrella raffreddata, dovrà eseguire un rientro controllato in atmosfera; testare, entrando in atmosfera con un angolo di ingresso maggiore, quindi con sollecitazioni estreme, le ali inferiori, e infine studiare la resistenza ad altissime temperature dei perni per la cattura al volo. Come per i test precedenti, è previsto dunque un ammaraggio controllato nell'Oceano indiano, poco più di un'ora dopo aver lasciato la base di lancio di Boca Chica, sulla costa texana del Golfo del Messico.











