Rimini, 25 ago. (askanews) – “Nei miei frequenti viaggi in Russia e in Ucraina ho scoperto che l’amore, quando è forte, riesce a perdonare coloro che hanno causato tanto dolore. Ho visto l’amore nei volti delle persone incontrate, ma anche nel gesto della mia amica Tanja quando mi ha augurato che non ci succeda quello successo a loro. Un gesto di misericordia riferito ad un aspetto concreto”. E’ il racconto, drammatico e a tratti commovente, della giornalista dissidente Katerina Gordeeva, nell’incontro al Meeting “Oltre la soglia del dolore”, intervistata dal collega Davide Perillo.
“Mia figlia – ha proseguito – innamorata del figlio di Tanja, in un’occasione ha manifestato pubblicamente il dissenso verso il regime che ha iniziato la guerra. La ragazza in caso di necessità avrebbe donato a lei e alla sua famiglia tutto ciò di cui aveva bisogno: Tanja per timore di ripercussioni nei nostri confronti ci ha detto chiaramente di lasciarla stare”.
Riferendosi alle donne, la giornalista russa ha raccontato che sono loro le più esposte alle ferite della guerra. Katerina è per metà ucraina, per l’altra russa “Con l’invasione dell’Ucraina – ha proseguito – gli uomini sono andati a combattere al fronte lasciando mogli e bambini nell’incertezza e nelle preoccupazioni.






