Con Aldo Baglio e Giovanni Storti, Giacomo Poretti forma da quasi quarant’anni un amatissimo trio: una carriera costellata da film campioni di incassi, show teatrali sempre sold out e trasmissioni tv da grandi ascolti. Negli ultimi anni si è distinto come autore e attore nella «ditta» teatrale costituita con la moglie Daniela Cristofori. E dal 2019 con Luca Doninelli e Gabriele Allevi dirige il Teatro Oscar e il Teatro degli Angeli della Compagnia degli Incamminati. Una carriera solida insignita ora del prestigioso Premio Enriquez — riconoscimento di «un teatro, un’arte e una comunicazione di impegno sociale e civile» dedicato al regista Franco Enriquez — per una «comicità costruita dal connubio tra immediatezza verbale e abilità mimica» che dopo i successi del Trio ora, nel duo con Cristofori, possiede «una leggerezza che ricorda Renato Rascel». Una notizia che Giacomo — classe 1956 da Villa Cortese nel Legnanese — accoglie con understatement. «Mi sento orgoglioso e onorato di ricevere un riconoscimento così importante… e anche un po’ imbarazzato». Imbarazzato? «Con Giovanni e Aldo veniamo da un mondo semplice: quando diventi popolare ti porti dietro sempre un po’ di imbarazzo. Negli anni ci si abitua; si accoglie con gratitudine quello che succede, ma c’è una punta di ritegno che non passa mai. Come quando ti chiedono un autografo o un selfie: bello certo ma è sempre strano che lo stiano chiedendo proprio a te».