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"Supercella" su Rimini, giù 300 piante a Milano Marittima. Caos e strade chiuse

L'estate sta finendo e, dopo il tanto caldo e il caro ombrelloni, è il maltempo a picchiare duro su quella Romagna che, forse, non è più quella di un tempo, anche per via di costanti, periodici eventi meteo che rendono l'Italian riviera più simile ad una costa monsonica da tristi tropici.

Senza scomodare le note eterne di Lu Colombo in Rimini - Ouagadougou, l'altra notte è successo di nuovo: fra i 50 e i 75 millimetri di pioggia in 6 ore, alberi caduti, auto danneggiate, sottopassi allagati, rete idrica compromessa, treni regionali interrotti e, dopo la pioggia, il vento e raffiche di grandine a devastare le spiagge. La costa fra le provincie di Ferrara, Ravenna e Forlì - Cesena con Milano Marittima, Cervia, Gatteo, Rimini, Riccione, Misano e Cattolica è stata battuta, nella notte fra sabato e domenica, da quello che gli esperti liquidano con un asettico "supercella marittima", ovvero "un nucleo temporalesco che si autorigenera quando carica umidità dal mare caldo". I danni sono pesanti, ancora incalcolabili con precisione, anche se a rimboccarsi le manche sono stati subito tutti, dai Vigili del Fuoco, alle squadre della protezione Civile. La Regione, con il presidente Michele de Pascale e l'assessore regionale al Turismo, Roberta Frisoni, sta formalizzando la richiesta di stato di calamità e parla di "danni ingenti ma circoscritti".