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Avanzata a Nord e Sud con bombe e robot, mobilitata la Marina. Via all’evacuazione, la grande offensiva dopo il 2 settembre con 60mila riservisti in azione

Gli echi delle esplosioni hanno risuonato fino al deserto del Negev, nel Sud di Israele, nonostante nel mirino di aerei, carri armati e robot israeliani ci fosse la periferia orientale e settentrionale della città di Gaza, nel Nord della Striscia. L'area è stata bombardata incessantemente nella notte fra sabato e domenica, quando centinaia di edifici e case sono stati distrutti. I civili sopravvissuti, dopo essersi spostati nell'area occidentale, scappano ora verso Sud, come prevedono gli ordini di evacuazione delle Forze di difesa d'Israele (Idf) per quel milione di palestinesi che vive nella città più popolata della Striscia. I feriti cercano aiuto all'ospedale Al Shifa, il più grande dell'enclave, dove arrivano decine di persone con gravi problemi respiratori a causa delle detonazioni.