Prima Melania Trump e Olena Zelenska, poi Emine Erdogan. Le first lady abbandonano il consueto ruolo di rappresentanza e tessono la tela della diplomazia nei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente. Sabato la moglie del presidente turco ha preso lo spunto da una lettera che la sua omologa americana aveva scritto a Putin per perorare, senza mai nominarla direttamente, la causa delle decine di migliaia di bambini rapiti durante la guerra in Ucraina e portati in Russia o nei territori occupati da Mosca senza il consenso delle famiglie. Elogiando il gesto di Melania, la signora Erdogan la invita a fare altrettanto per i piccoli palestinesi: «Confido che la grande sensibilità che avete dimostrato per i 648 bambini ucraini che hanno perso la vita nella guerra si estenderà anche a Gaza, dove, nell’arco di due anni, 62.000 civili innocenti, tra cui 18.000 bambini, sono stati brutalmente uccisi», è il testo del messaggio pubblicato sabato dalla presidenza turca. «Come madre, come donna e come essere umano — continua Emine — condivido profondamente i sentimenti espressi nella vostra lettera e spero che possiate dare la stessa speranza ai bambini di Gaza».