La Russia ha annunciato oggi il rimpatrio di 146 militari dal territorio controllato da Kiev nell'ambito di uno scambio di prigionieri mediato dagli Emirati Arabi Uniti. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo. "Il 24 agosto di quest'anno, 146 militari russi sono stati riportati indietro dal territorio controllato dal regime di Kiev", si legge nella nota, precisando che in cambio sono stati consegnati 146 prigionieri di guerra ucraini. Il dicastero ha aggiunto che i soldati russi liberati stanno ricevendo assistenza medica e psicologica in Bielorussia, prima del trasferimento in Russia per cure e riabilitazione. Nella stessa operazione, otto cittadini russi residenti nella regione di Kursk, detenuti da Kiev, sono stati rimpatriati e rientreranno a casa.

Ma non c'è distensione con l'Ucraina, anzi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che è "solo questione di tempo" prima che Kiev possa riunire le sue terre occupate con il resto del Paese. Nel suo discorso in occasione del 34esimo Giorno dell'Indipendenza del Paese, Zelensky ha affermato che il Monumento all'Indipendenza di Kiev, dove sono incise le distanze dalle città ucraine occupate come Donetsk, Luhansk e la Crimea, è un simbolo della resilienza del Paese. "Oggi, questi simboli hanno un significato completamente diverso. Non si tratta più solo di chilometri", ha affermato. "Ci ricordano che tutto questo è l'Ucraina. C'è il nostro popolo, e nessuna distanza tra noi può cambiare questo, e nessuna occupazione temporanea può cambiarlo", ha aggiunto. "Un giorno, la distanza tra gli ucraini scomparirà e saremo di nuovo insieme come un'unica famiglia, come un unico Paese. È solo questione di tempo". Parole che complicano e non di poco le già difficilissime trattative, non ancora avviata, con il nemico russo.