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Gli Usa puntano su armamenti autonomi dotati di design modulare e capacità “buddy refueling” per garantire superiorità aerea e proiezione di potenza strategica in teatri contesi ad alta complessità.
Nel quadro complesso e dinamico delle attuali rivalità tecnologico-militari, la capacità di assicurare la superiorità aerea rappresenta un elemento principale per il mantenimento dell’influenza geopolitica su scala globale. In questo scenario, Kratos Defense & Security Solutions sta portando avanti lo sviluppo di un sistema aereo senza pilota dal profilo innovativo, destinato a rivoluzionare le modalità di condotta delle operazioni militari aeree. Il drone, noto come Clone Ranger, si distingue per un design pensato per garantire modularità, stealth e autonomia operativa avanzata, elementi questi che ne fanno un potenziale game changer nel confronto con piattaforme di nuova generazione come il caccia stealth cinese J-20.
Dall’analisi delle fonti aperte emerge che il Clone Ranger si presenta con una configurazione aerodinamica che rompe gli schemi tradizionali, caratterizzata da ali a delta dal profilo geometrico modificato e un corpo centrale ampio e funzionale. Questa soluzione progettuale, che ricorda vagamente, per alcuni esperti, la struttura di un catamarano volante, consente di massimizzare lo spazio interno destinato al carico utile e ai serbatoi di carburante, elementi fondamentali per garantire sia elevate capacità offensive sia una significativa autonomia di missione. Con una lunghezza di circa 9 metri e la capacità di operare da piste estremamente corte, il drone si presenta come una piattaforma agile e adattabile alle esigenze di dispiegamento rapido, tipiche dei teatri di conflitto moderno. La presenza di due grandi compartimenti interni per armamenti e sensori, affiancati da piloni subalari, consente un’ampia gamma di missioni particolari, incrementando la flessibilità tattica e strategica dell’assetto.






