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Ultimo aggiornamento: 9:08

Airbnb è attualmente il principale attore politico esterno delle elezioni comunali di New York del 2025. A gennaio l’azienda ha creato un comitato d’azione politica chiamato “Affordable New York” con un obiettivo preciso: influenzare le scelte urbanistiche e legislative della città, orientando il voto verso candidati favorevoli all’industria degli affitti brevi e ostacolando chi sostiene una maggiore regolamentazione. Il gruppo degli affitti brevi ci ha investito subito 5 milioni di dollari, cifra poi raddoppiata.

In America questo tipo di organizzazione si chiama Super PAC. Può raccogliere e spendere somme illimitate per sostenere o attaccare candidati alle elezioni e viene spesso usato da aziende, lobby e grandi donatori per imporre la loro agenda politica. Non può finanziare direttamente i candidati né coordinarsi ufficialmente con le loro campagne, ma può pagare pubblicità e iniziative per orientare l’opinione pubblica. Strumento controverso, ma legale sulla carta, anche se a noi europei può sembrare strano.

Le modalità con le quali si sta svolgendo questa campagna però, rendono il caso inedito e allarmante sia per chi si occupa di crisi abitativa, che per chi ha a cuore la trasparenza politica. Per Susan Lerner, direttrice di Common Cause, organizzazione non profit che dal 1970 protegge i diritti dei votanti, si tratta di un fenomeno senza precedenti: “Abbiamo visto questo tipo di spesa nelle ultime due elezioni, ma nel 2025 ha assunto proporzioni enormi. Quando le aziende sentono di non riuscire a controllare il sistema, riversano più soldi nelle elezioni per influenzarne l’esito” riporta il quotidiano The City.